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Alexander Nevskij
Ejzenstejn

Alexander Nevskij

Ritornato nelle sale cinematografiche all'indomani del 22 giugno del 1941, l'Alexander Nevskij rappresenta una lucida profezia di ciò che sarebbe toccato all'esercito degli invasori.

 

 

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Alexander Nevskij regna nel XIII secolo su Novgorod, una libera città che detiene il controllo dei commerci con le regioni Baltiche. Dopo avere sconfitto gli svedesi sulla Neva, egli si è ritirato nella sua Isba sul lago Plestceevo. Ignorando l'invito a servire nell'esercito del Grande Kan, egli preferisce rimanere a disposizione del suo popolo e dedicarsi alla pesca.

Alexander NevskijUna delegazione proveniente dalla città di Novgorod chiama poco dopo il principe Nevskij a sostenere l'impeto dell'invasione dei Cavalieri Teutonici, che si sono spinti fino a Poskov. Con l'appoggio degli artigiani e dei contadini, il principe riesce ad organizzare in poco tempo un esercito popolare, a dispetto del ceto mercantile che vorrebbe invece scendere a trattative con il nemico.

Intanto, i Cavalieri Teutonici hanno già conquistato diverse città e stanno dilagando in tutto il territorio russo, poco lontani dalla stessa Novgorod. Ovunque arrivino, i Cavalieri massacrano e sottomettono la popolazione, costringendola a riprendere il battesimo nel nome della Chiesa di Roma.

A fianco di Alexander Nevskij combattono anche due valorosi cittadini di Novgorod, i comandanti Buslaj e Gavilo, della cui realtà storica è tuttavia lecito dubitare. Entrambi spasimanti della bella e giovane Olga, prima di partire per la guerra, questi decidono di dichiararsi, ottenendo la promessa che Olga sposerà, dei due, chi avrà combattuto con più valore contro il nemico.

La battaglia decisiva contro i Cavalieri Teutonici avviene il 5 di aprile del 1242 nelle vicinanze di Poskov, sul lago di Peipus, al Sasso dei Corvi (Voronij). Non potendo competere in campo aperto, a causa della inferiorità militare del suo esercito, Alexander Nevskij decide di rovesciare questa circostanza a proprio vantaggio. Trovando ispirazione nella favola della lepre e della volpe raccontata dal fabbro Ignat appronta quindi un piano strategico. Egli confida sul fatto che i Cavalieri Teutonici sono soliti attaccare penetrando a cuneo al centro dello schieramento avversario (ovvero “a muso di maiale”, come dicevano i russi), al fine di dividerlo e di rendere perciò impossibile un attacco frontale.

Alexander NevskijNevskij affida ad un manipolo di soldati e di contadini capeggiati da Buslaj la difesa delle salmerie ed il compito di impegnare l'avanguardia nemica. Con la cavalleria comandata da lui e da Gavilo effettua invece una manovra di conversione, attaccando su entrambe le ali la retroguardia teutone. L'effetto sorpresa è decisivo e i cavalieri nemici battono la ritirata verso i ghiacci del lago Peipus. L'armamento pesante dei Cavalieri teutonici e l'assottigliarsi del ghiaccio dovuto ai primi tepori di primavera compiranno il resto dell'opera. La maggioranza dei nemici muore sommersa nelle acque del gelido lago. Vittoriosi, gli uomini del principe Nevskij entrano in trionfo nella città di Poskov. Olga andrà in sposa a Gavilo, che in battaglia ha ricevuto gravi ferite. Buslaj sposerà invece Vasilisa, un'eroica contadina che ha combattuto al suo fianco.

Girato tra l'inizio di giugno e i primi di novembre del 1938, l'Alexander Nevskij viene proiettato soltanto a due settimane dal termine delle riprese. Durante l'estate dell'anno successivo viene tuttavia ritirato dalla distribuzione, poiché la firma del patto di non aggressione russo – tedesco lo rende politicamente sconveniente. Infatti, Alexander Nevskij è un film di ricostruzione storica dove l'attualità vi si riflette in modo emblematico.

Alexander NevskijIl ricordo dell'impresa del Principe di Novgorod, vincitore dei Cavalieri Teutonici, si piega ad un discorso appunto legato all'attualità: quella della Germania nazista e delle minacce che questa rappresenta nei confronti della Russia sovietica. Il fanatismo religioso che aveva caratterizzato l'Ordine militare dei Cavalieri Teutonici li renderà pertanto delle ideali controfigure del fanatismo nazista, che minaccia non solo la patria, ma la stessa religione ortodossa, come traslato del marxismo - leninismo.

Ritornato nelle sale cinematografiche all'indomani del 22 giugno del 1941, l'Alexander Nevskij rappresenta una lucida profezia di ciò che sarebbe toccato all'esercito degli invasori. Per Ejzenstejn si tratta del suo primo film sonoro. Le scene di battaglia in esso descritte, traendo ispirazione dall'arte figurativa di Paolo Uccello e di Piero della Francesca, troveranno così anche un apporto significativo dalle musiche di Prokofiev.

Gianfranco Massetti

 

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