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Dreyer, Dies Irae(Vredens Dag) di Gianfranco Massetti

Dreyer, Dies Irae(Vredens Dag)

Ricavato dall'opera Anne Pedersdotter dello scrittore norvegese Hans Wiers-Jensen (1906), il film di Dreyer costituisce una rappresentazione drammatica giocata interamente sul piano psicologico dei personaggi che si avvicendano sulla scena


Dies Irae, fotogramma

Dies Irae, manifesto

Calendrier du bergeres

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Dies Irae, fotogrammaNel 1623, l'anziana Marte Herloff viene accusata dai propri concittadini di essere dedita a pratiche di stregoneria. Per sottrarsi alla folla che ne reclama l'esecuzione a morte sul rogo, la donna si rifugia nell'abitazione del Pastore Absalon, invocando la protezione di Anne, la giovanissima sposa di quest'ultimo. Quando Anne era soltanto una bambina aveva subito un processo per stregoneria anche sua madre, che però era stata inaspettatamente assolta grazie alla difesa di Absalon.

In nome dell'antica solidarietà con la madre di Anne, anche lei una strega, la vecchia Herloff invoca ora la medesima salvezza per sé, al prezzo del suo silenzio di fronte alla comunità. Tuttavia, Marte viene arrestata e confessa, sotto tortura, di essere in combutta col demonio, così, pur continuando a minacciare Absalon di rivelare a tutti che ha sposato la figlia di una strega, affronta il rogo con rassegnazione.

Tormentato dai dubbi, Absalon non si avvede che sua moglie si sta sempre più allontanando da lui. Parallela alla vicenda di Marte Herloff è appunto quella di Martin, figlio di primo letto del Pastore, che dopo una lunga assenza fa ritorno a casa, dove trova la giovane matrigna e se ne innamora.

Di fronte al dischiudersi della loro passione, Anne prende coscienza della propria infelice condizione fino ad immedesimarsi in quel ruolo di strega che le era stato consegnato da Marte Herloff. E' così che il desiderio si fa realtà: dopo aver avuto Martin per sé, la morte di Absalon è la tappa successiva di un cammino verso la felicità, che rimane tuttavia frustrato.

L'ostacolo al compimento della trama dei suoi desideri è costituito da Merete, l'anziana madre di Absalon, che accusa pubblicamente Anne di maleficio, trascinando dalla sua parte il nipote Martin. L'epilogo consiste nella commovente confessione di Anne che, veduto svanire il suo sogno, dichiara di essere una strega.

DreyerRicavato dall'opera Anne Pedersdotter, dello scrittore norvegese Hans Wiers-Jensen (1906), il film di Dreyer costituisce una rappresentazione drammatica giocata interamente sul piano psicologico dei personaggi che si avvicendano sulla scena. Tra le pieghe di una tragedia in cui assistiamo alla contrapposizione fra l'istinto di vita della giovane Anne e le pulsioni di morte insite nell'autoritarismo repressivo dell'ambiente circostante, si percepisce la sensibilità di Dreyer nei confronti delle vicende a lui contemporanee.

DreyerComparso nel 1943, il film riflette il clima di terrore creatosi in seguito all'occupazione tedesca della Danimarca, che tre anni prima si era arresa al nemico senza opporre resistenza.

Gianfranco Massetti

 

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