Lo specchio, Andrei TarkovskijUn programma televisivo trasmette la guarigione per mezzo dell’ipnosi di un giovane studente dell’ istituto tecnico disturbato dalla balbuzie (potrebbe forse trattarsi di un riferimento alle teorie di Gurdjeff) . Il terapista è una donna, già da questo esordio associata a particolari doti taumaturgiche, legate alla sfera affettiva. Così inizia il film di Tarkovskij "Lo specchio".

 

Le ragioni del titolo risiedono nei versi di una poesia che viene recitata all’inizio del film, e che appartiene al padre del regista, il poeta russo Arsenij Tarkovskij. La riportiamo qui di seguito, dalla traduzione di G. Zappi , citata nel volume di Andrei Tarkovskij, Racconti cinematografici (trad. it. Milano 1994, pp. 14-16).
Il titolo della poesiaè Primi incontri (Pervye svidanija, in A. A. Tarkovskij, Poesie scelte , Milano 1989):

Arsenij Tarkovskij“Ogni istante dei nostri incontri
lo festeggiavamo come un’epifania,
soli a questo mondo. Tu eri
più ardita e lieve di un’ala di uccello,
scendevi come una vertigine
saltando gli scalini, e mi conducevi
oltre l’umido lillà nei tuoi possedimenti
al di là dello specchio...


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>> Lo Specchio prima parte

Lo specchio, Andrei Tarkovskij
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