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Andrea del Sarto: il volto dell'amore
 

Andrea del Sarto: il volto dell'amore.
Madonna con Bambino e san Giovannino di Isabella Pompei

Andrea del Sarto,  Madonna con Bambino e san Giovannino.Tra i capolavori conservati nella splendida Galleria Borghese, tra gli innumerevoli volti di dee, sante, ninfe e leggiadre fanciulle, scorgiamo, nella X sala, il volto di una giovane Madonna ritratta in un'opera poco nota ma di suggestiva bellezza: la tavola dipinta dal pittore fiorentino Andrea del Sarto (1486-1530) rappresentante la Madonna con Bambino e san Giovannino.
In questa tavola, nell'immagine di Maria, si nasconde il volto di un amore incompreso. La donna che prestò i dolci tratti del proprio viso a quelli della Vergine è Lucrezia Fede, moglie di Andrea del Sarto.
Il pittore, così chiamato per la professione del padre, Agnolo di Francesco, fu secondo la tradizione, allievo di Piero di Cosimo; divenne in breve un artista sensibile e profondamente impegnato nel dibattito teologico e culturale del proprio tempo. La sua pittura, definita da Giorgio Vasari "senza errori", rappresenta la sintesi dell'arte dei tre grandi maestri, Raffaello, Michelangelo e Leonardo e al tempo stesso apre la porta alla nuova "maniera".

Madonna delle ArpieNel 1517 Andrea del Sarto dipinge la celebre Madonna delle Arpie (oggi nelle Gallerie degli Uffizi a Firenze), della quale l'opera della Galleria Borghese riprende il movimento avvitato dei corpi e il volto di Maria. E' sempre lei, Lucrezia, l'amata donna sposata nel 1518. Andrea ha a Firenze una sua operosa bottega che diventa un punto di riferimento per i colleghi fiorentini. E' ormai un artista importante; la sua opera è reclamata in Francia da Francesco I.
Andrea si reca presso quella sontuosa corte e vi resta un anno; poi si congeda da Francesco I che tenta di trattenerlo, promettendo, anzi giurando al sovrano di fare in breve ritorno portando con sé Lucrezia, sposata appena un mese prima di giungere in Francia.
Andrea torna finalmente a Firenze, da Lucrezia e non farà mai più ritorno in Francia nonostante le promesse fatte a Francesco I; l'ambiente culturale fiorentino è più congeniale alla propria opera e Lucrezia gli è vicina.
Ma Vasari, nelle sue Vite contesta la scelta di Andrea.

LucreziaEgli, che lo ritiene uomo "timido d'animo" e di "natura dimessa e semplice", è convinto che la decisione del pittore di non tornare presso la prestigiosa corte francese, sia in verità dovuta al desiderio di restare vicino a Lucrezia, del cui carattere capriccioso e volubile, il pittore sarebbe vittima.


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